“DOMANI NON È UN ALTRO GIORNO”
Convegno Nazionale Settore Giovani di AC
Roma, 10-11 novembre ‘07
Roma. Sabato 10 novembre ‘07. h. 16.20.
Dopo 6 ore di viaggio in treno (un IC arrivato incredibilmente puntuale!!), uno sparuto gruppo di giovani di Azione Cattolica della Diocesi di Treviso fa il suo ingesso, un po’ di soppiatto, nella sala conferenze della Domus Pacis, mentre Ilaria e Simone (i vicepresidenti nazionali Settore Giovani AC, n.d.r.) stanno introducendo le giornate di lavoro e gli ospiti. Titolo del convegno, una full-immersion di due giorni nelle problematiche della vita civile: “Domani non è un altro giorno”. Come dire: “diventare grandi in tempi di cinismo e di incertezza”, in una società che dagli anni ’80 ad oggi non si è affatto preoccupata dell’Italia che ci avrebbe lasciato in eredità, un’Italia “precaria” a livello lavorativo ed economico, “distante” quando non prevede uno spazio di partecipazione giovanile alla politica, “chioccia” perché per le famiglie italiane i figli (“uno e un pezzo” a testa!) sono “ninnoli” da coccolare che vivono a casa dei genitori in media fino ai 34 anni.
Questa è la realtà, vista con gli occhi di un sociologo.
Ci guardiamo e una provocazione nasce spontanea: che futuro ci attende? Ci dicono che ormai crescere è faticoso, perché la giovinezza è diventata uno stato incerto, “fluido”, in cui si resta appiattiti sul presente, senza slanci né desideri, perché l’”oggi” è il momento più importante e domani… chissà. A maggior ragione, come è possibile collocarsi “da cristiani” in un contesto come questo? Innanzitutto… maturando uno sguardo progettuale sulla realtà e sul futuro, che non sia accettazione passiva di ciò che accade o il pacato disincanto di chi non ha più speranza, ma la coscienza che siamo responsabili di ciò che facciamo nei confronti degli altri e delle generazioni che verranno. E poi… dicendosi apertamente che “abbiamo voglia di avere voglia” di essere quel lievito nella pasta, quelle persone che col loro impegno e la loro propositività possono fare la differenza. Dove? In campo politico, prendendosi a cuore il “bene comune”, pronti a prendere una posizione, a dare il proprio contributo là dove si è chiamati ad essere. In campo educativo, raccogliendo le nuove sfide che gli adolescenti ci pongono, consapevoli che “educare” significa aiutare una persona a diventare libera e protagonista della sua vita. In campo associativo, continuando a fare discernimento, a riflettere sulle problematiche attuali nel proporre i nostri appuntamenti formativi per i giovani che ci sono affidati, che camminano al nostro fianco. Ricordandoci che… “bisogna spingere sull’acceleratore, perché c’è già troppa gente che spinge sul freno”.
Dall’archivio della Prof. Si ringraziano per la straordinaria esperienza e l’indimenticabile compagnia: Andrea, il grande capo, per il giro turistico in Sede Nazionale e l’illustrazione dei grumi di pecore tosco-laziali; Ricky, per l’impegno e la costanza nel ripassare gli elementi principali della morfologia latina (e… occhio alla 4a declinazione!); Ferny, per la simpatia; Francy, per la chiacchierata su Almodovar e il cinema simbolista; Gianky, per l’insostituibile e mitica coppia del partitone a scopone vinto 16 a 1; Saretta per la passione per le sigle dei cartoni animati (viva i bobobops!) e per Nicolò Fabi (e quant’è vero… “non si può trovare un negozio di antiquariato in via del corso”!); Marco, per lo spirito sportivo nell’affrontare le estenuanti partite a carte con compagni un po’ indisciplinati; Max, per i preziosi consigli sulla vita associativa in Vicariato; Fred, l’inseparabile compagno di bisboccia del boxeur, per la travolgente allegria; nonché, ultimo ma non meno importante, Thomas, l’unico “rimasuglio” dello MSAC che c’è a Treviso, per la mortadella per la cena!
Ari