È IL
MIO CORPO CHE CHIAMA?
DESIDERI E VIRTÙ NELLA SESSUALITÀ
Due Sere per i giovani di A.C.
Treviso - 24 e 30 gennaio ‘08
L’Azione Cattolica, anche quest’anno, ha organizzato due serate formative per i
giovani educatori AC, il cui tema era la sessualità, vista anche come
conclusione del percorso cominciato l’anno scorso con l’affettività.
Il primo incontro è stato tenuto da Mons. Aristide Fumagalli, che ha parlato
dell’amore, di cosa esso significhi nella società di oggi e del ruolo della
Chiesa in tutto ciò. Egli con molta calma e chiarezza ci ha raccontato
dell’amore visto come unione di eros e agape, ovvero il desiderio dell’altro che
si esprime con il dono di sé per tutta la vita, e quindi con il matrimonio. Per
noi giovani questo è molto difficile da capire e da immaginare, perché siamo
abituati a pensare all’amore come a qualcosa che nasce ma che può finire, e non
ad un amore che duri “finchè morte non ci separi”. Mons. Fumagalli, a mio
parere, ha toccato temi molto vicini a noi ragazzi, come per esempio l’autismo
erotico, la visione egoistica dell’amore, che ci porta a concentrarci solo su di
noi e sul nostro piacere tralasciando l’importanza della persona che lo provoca.
Probabilmente molte persone non si sono trovate d’accordo con le idee espresse
da Mons. Fumagalli; io credo invece che sia importante in ogni caso ricevere un
po’ di educazione su questi temi, complessi da trattare ma che in qualche modo
toccano tutti.
Potrebbe inoltre essere sembrato difficile da seguire; io invece penso che
questa prima serata, basata molto sul concetto di amore, sia stata molto
interessante e soprattutto molto utile per affrontare la seconda serata, molto
più concreta, nel modo più adeguato.
Con il secondo incontro abbiamo avuto l’opportunità di conoscere una felicissima
coppia e Suor Paola, che con le loro testimonianze ci hanno fatto vedere in
carne ed ossa quello di cui parlava il Mons. Fumagalli nell’incontro precedente.
Suor Paola, con una dolcezza unica, ci ha raccontato della sua scelta di vita e
di come questa non significhi assolutamente mortificare quelle doti femminili
che ogni donna ha; lei vive la sua scelta e l’amore che sente dentro donandosi
completamente agli altri e sentendosi per loro la mamma, la sorella o l’amica di
cui hanno bisogno. La sua sessualità si esprime con il senso di appartenenza a
Dio e anche nel senso di passione per la vita; Suor Paola non ci ha nascosto che
pure lei vive dei momenti di difficoltà, in cui si sente sola e avrebbe bisogno
di qualcuno al fianco: in questi casi lei affida al Signore questa difficoltà
per poi essere più forte e decisa di prima.
Sinceramente credo che sia stato molto interessante sentire la testimonianza di
una persona religiosa come Suor Paola, perché credo che sia normale per noi
giovani avere un po’ di curiosità sulla vita e sulle difficoltà di una suora o
di un prete.
La seconda parte della serata è stata gestita da una coppia: Gigi e Maria
Avanti, che sono spostati da 25 anni; con la loro esperienza di vita e con i
loro racconti ci hanno fatto vedere come sia possibile vivere un amore per
sempre e condividere la realizzazione della propria storia con un’altra persona.
Gigi ha parlato della sessualità come di una tigre che potrebbe far paura,
perché è pericolosa, ma che, in realtà, una volta domata si rivela un’amica con
cui si può condividere un po’ di strada assieme.
I due sposi, attraverso il loro entusiasmo e la loro volontà di trasmettere
quello che per loro significa “amore” in modo semplice, diretto e scherzoso,
hanno reso la serata davvero divertente e non difficile da seguire.
Per concludere credo che queste iniziative siano molto utili per noi giovani:
spesso dopo i due incontri mi son trovata a ripensare a quello che avevo sentito
dire e a discuterne con i miei amici. Sono state serate interessanti, stimolanti
e formative.
Anna P.