I giovani a Taizé
29 luglio - 6 agosto 2006
Lettera da Taizé: LA NOSTRA ESPERIENZA
"Crick! Crock! Crack!": ecco le nostre povere ossa che si riprendono da una nottata passata sopra ai sassi e dentro un sacco a pelo bagnaticcio...
Ma non preoccupatevi!! Di Taizé non ci è rimasto solo questo ricordo, anzi: abbiamo capito tante cose e ne abbiamo scoperte altrettante! Per esempio, già dalla prima sera, sedute per terra, a piedi nudi dentro la Chiesa, cercando di intonare le note dei canti scritti in varie lingue, abbiamo scoperto di essere una grande famiglia. Infatti, in ogni volto riconoscevamo un'emozione che condividevamo fino in fondo.
E poi, ci siamo stupite quando 5.000 persone stavano in silenzio per un quarto d'ora, e di come noi stesse riuscissimo a perderci nella riflessione; quella stessa riflessione che mai avremmo pensato di affrontare, dato che prima, forse avremmo preferito accendere la radio o la TV.
È strano ripensare a quei giorni senza tempo, ora che siamo tornate alla nostra vita quotidiana.
Eh sì!! Proprio così: giorni senza tempo.
Non importava sapere l'ora, il giorno, la data, il mese o avere dei punti di riferimento. Ciò che era realmente importante, era essere se stessi e lasciarsi trasportare dalla magia di Taizé, da quel parlarsi senza riserve, dare il proprio contributo in giochi, scherzi, scambi d'opinione e nei lavori a servizio della comunità.
Abbiamo scoperto, inoltre, che la pace non è un'utopia, ma può esistere veramente e Taizé ne è la prova lampante. Ci siamo convinte di questo dopo aver visto persone di culture diverse vivere in perfetta armonia, grazie a quella "curiosità intelligente" che non cerca di conoscere per discriminare, ma prova a capire l'altro. Questo attegiamento aiuta a comprendere aspetti di sé e del mondo che prima, probabilmente, non sarebbero stati presi in considerazione.
Per noi Taizé, se dovessimo riassumerla in una parola, è stato sinonimo di bellezza, perché lì veramente si prova il desiderio di andare a capire l'essenza più profonda delle persone, idee, pensieri, senza fermarci alle apparenze, come facciamo di solito, vittime della frenesia imposta dalla società, che ci perseguita, o della gran confusione che abbiamo bel cuore e nella testa.
Speriamo che voi tutti possiate affrontare quest'esperienza, perché potrebbe accendere un'altra candela nel cammnino della votra vita... come è stato per noi!!
P.S.: Sono vivamente consigliati:
- un ampio e corretto apprendimento della lingua inglese (per essere very international);
- un cuscino per sedersi in chiesa (ed evitare spiacevoli ed imbarazzanti dolori ai glutei);
- una scatola di enterogermina (per aiutare l'intestino a difendersi da una possibile strong costipation);
- le chiavi di riserva del proprio mezzo di trasporto (onde non dover scomodare la posta prioritaria in caso di... ehm... smarrimento!! :-)) ).
Sally and Vaffe